venerdì 18 gennaio 2013

il diritto di scrivere e di sbagliare


Difendo la scrittura dei semplici, la scrittura talvolta sgrammaticata, la scrittura di chi sogna, ma non ha gli strumenti retorici e tecnici per esprimersi al meglio.
Scrivere non per entrare nella letteratura mondiale, ma per sopravvivere. Qualcuno a volte scrive per non affondare, per cercare una risposta nel silenzio delle parole.
Si scrive per non impazzire, si scrive per ricordare, si scrive, a volte, per creare una realtà parallela in cui vivere un’altra vita.

Talvolta in alcuni testi pieni di errori intravedo forme poetiche autentiche. È perché si vede l’anima di chi scrive. L’anima è indifferente alla grammatica, è liquida e lontana dalle nostre piccole regole.

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