giovedì 28 marzo 2013

La memoria degli alberi


E' disponibile in libreria il  mio romanzo La memoria degli alberi, edito da Rai-Eri.


Questo romanzo ha avuto una gestazione complessa, è stato revisionato più volte e alcuni personaggi sono cambiati radicalmente nel tempo. E' stato scritto nel 2003, ma la stesura finale risale al 2006. Grazie al Premio Letterario La Giara il manoscritto infine è diventato un libro.
La memoria degli alberi è un viaggio a ritroso, nei sentieri angusti di una memoria frammentata. La protagonista si sveglia in una clinica psichiatrica con dei segni profondi sul corpo, ma non ricorda nulla del suo passato recente. Scrivendo ripercorre lentamente le tappe che l'hanno portata lì, in quel letto, con quelle cicatrici. La scrittura diventa un modo per entrare nelle stanze più oscure della sua vita e l'accompagna nel risveglio dei sensi e dei sentimenti. Il mondo vegetale entra nell'inconscio di Marion, tanto che la sua memoria sembra essersi fermata in un istante ghiacciato dall'inverno, in attesa di uno spiraglio, per tornare a vivere.

sabato 23 marzo 2013

dentro lo specchio, un'altra volta.

In certi giorni la realtà si appanna. Gli specchi allora mi rivelano un altro mondo, il mondo delle gallerie scavate nella terra, delle porte da non aprire, il mondo in cui ci sono loro. Non li ho mai dimenticati. Sono giovani, giovani per sempre, come nelle foto in bianco e nero. Non possono parlarmi, ma la loro presenza mi rassicura.

Vedo in loro le corse a perdifiato giù per i campi, vedo le vie anguste che portano al mare, sento le voci dei loro amici, di un'Italia scomparsa. E poi c'è lui. Ma non ci sono parole tra di noi. Il vento disegna qualcosa nel cielo, muove i fili d'erba, io accarezzo la corteccia e so che lui c'è. Eppure fa male questo silenzio.

mercoledì 20 marzo 2013

Elio il pittore del silenzio

Elio sapeva dipingere i silenzi. La sua stanza si colorava di grigio, la nebbia si disperdeva sulla sua tela, le mani della modella emergevano, come quelle di un cadavere annegato.
Mani pallide, pelle ancora senza luce, occhi ciechi. Non è facile dipingere gli occhi, lì c'è l'anima o c'è il vuoto. Non dovevi disturbarlo o la pioggia avrebbe bagnato tutto e l'immagine si sarebbe smarrita nelle onde della camera. Eppure dai suoi quadri spuntarono cattedrali deserte, volti di donne pensose, pianure e steppe corrose dal ricordo. Talvolta Elio finiva nei suoi quadri e non poteva più tornare indietro. I suoi occhi si velavano di nostalgia, una nostalgia che non poteva essere colmata in nessun modo. A nulla servivano i miei scherzi, lui era in uno spazio altro, al confine del sogno. Là dove l'acqua è più scura e la pioggia non fa rumore.



Dipinti di Elio Rosolino Cassarà


lunedì 18 marzo 2013

note in margine dopo Libri Come a Roma

Dopo Roma, cosa rimane? Il libro ancora non c'è in libreria, ma questo viaggio mi ha nutrito di visioni e di immagini preziose: la città sottorranea, gli angeli superbi e bellissimi, le strade affollate, le parole gentili e quelle un po' più sfrontate. L'emozione che ha accomunato me e Manuela Lunati, l'idealismo che intravedo in Paola e Gabriella. Il sorriso di Lorenzo e le colonne, infinite, in quella piazza sterminata. I gabbiani come sentinelle, lassù, in quello spazio altro che non ci appartiene.
Roma di marmo e di nuvole fa sembrare la mia Torino un piccolo riflesso sbiadito. Ma non è così, è solo Roma che è sfacciatamente bella, tutto qui.



mercoledì 13 marzo 2013

La stanza sommersa


Salvai il mio silenzio
sostenendo il tuo sguardo.
Ricordai la mia condanna
osservando a lungo la tua rosa
respirare.
La stanza era piena di polvere dorata
lenta.
La stanza era immersa nella nostra acqua.
Aprii uno scrigno di legno
e mi accorsi che non sapevo più piangere 


(Fammi speccchiare ancora. Fammi speccchiare un'altra volta sul vetro. Non era solo un sogno)
                  

                   

venerdì 8 marzo 2013

L'acqua stagna

Piangere non serve
quando l'acqua ti bagna la faccia
e fuori il deserto ha conquistato la città.
Le case hanno occhi ciechi
e tu non sai più qual è la tua strada.



I palazzi potrebbero cadere, ma non te ne importa.
Potresti specchiarti nelle pozzanghere.
Le nuvole là dentro corrono più veloci
e il tuo viso è più giovane.

Sai quanto è importante tutto questo,
quanto è importante ogni singolo istante
eppure ti perdi.
 Le vie sono antiche tracce rimaste di un labirinto immenso.

Vorrei solo poter tornare a casa.

giovedì 7 marzo 2013

La memoria degli alberi e Giochi di mano


Sono molto emozionata per questo evento e sono felice di poter vivere tutto questo con Manuela Lunati. Raccontare la violenza subita non è semplice, ma credo che Manuela ci sia riuscita. Ho potuto leggere e ascoltare poche pagine di Giochi di mano, ma le sue parole mi sono rimaste incise sulla pelle, come antiche cicatrici. La memoria degli alberi forse si discosta un po' dal discorso della violenza subita. La memoria degli alberi racconta una storia di violenza praticata sugli altri e su se stessi. Eppure c'è un filo rosso che lega i due romanzi. E il 16 marzo, a Roma, lo scopriremo.
Siete tutti invitati.

domenica 3 marzo 2013

Ricordi di un passato

Ricordi di un passato

Nacqui un giorno
in un’alba azzurra, come le altre,
nacqui e sporcai le lenzuola.

La madre sedeva nel giardino, il sole declinava lentamente e colorava di arancio caldo i suoi lineamenti.

Le tempeste si placarono. Rimasero soltanto più le cicale, nascoste nei loro nidi d’erba.

Cantalupo 1980, Foto di Oreste Corsi


Rimango

Cammino nelle ombre degli alberi potati
i loro rami sono tozzi
mozzati
E io
bambina deforme
dagli occhi troppo grandi
ascolto le loro vecchie storie bugiarde.